Se Dalla incontra Baricco

Alberto Campo in La Repubblica, 22 ottobre 1994

Torino – Indagare sulle relazioni esistenti, e dunque sulla possibile continuità, tra le varie fasi attraversate dalla canzone italiana d’autore nel corso degli ultimi trent’anni. Ecco l’ambizioso proposito di Parole & note, rassegna di convegni e concerti in programma a Torino da oggi, 22 ottobre, al 5 dicembre. Se ne è fatta promotrice l’amministrazione cittadina, in collaborazione con alcuni enti – il Salone del Libro, l’università, il premio Grinzane Cavour – il cui prestigio conferisce un’aura intellettuale insolita per le forme d’espressione catalogate convenzionalmente sotto la dicitura “musica leggera”. D’altra parte, interrogarsi sul ruolo occupato dai protagonisti della scena musicale nelle vicende recenti della cultura nazionale non è più una novità, né tantomeno una provocazione, da quando cominciò a circolare la tesi secondo la quale, nel corso dell’ultimo ventennio, i cantautori – o alcuni tra essi, De Gregori in testa – avrebbero svolto funzioni di supplenza per un ceto intellettuale distratto o peggio ancora latitante. Quegli argomenti sembrano riverberarsi nei nove incontri che informano il filone principale di Parole & note, nel quale vengono messi a confronto diretto musicisti e letterati: si comincia, oggi pomeriggio, al Conservatorio, con l’accoppiata militante composta dal Nuovo Canzoniere Italiano – nella stessa serata il gruppo di Fausto Amodei, Ivan Della Mea e Paolo Pietrangeli è atteso per un concerto sul palco del teatro Alfieri – e Nanni Balestrini. Quindi, nei giorni seguenti, si annunciano particolarmente stuzzicanti i testa a testa tra Paolo Conte e Aldo Grasso (martedì 8 novembre), Giorgio Gaber e Michele Serra (giovedì 1 dicembre), Lucio Dalla e Alessandro Baricco (lunedì 5 dicembre). Allo stesso Dalla spetterà il compito di concludere la manifestazione con un recital al teatro Regio: ultimo in una serie di sette spettacoli dal vivo che include esibizioni di Luca Barbarossa (venerdì 11 novembre), Vinicio Capossela (mercoledì 16 novembre), Franco Battiato (venerdì 25 novembre) e Francesco Guccini (sabato 26 novembre), ognuno reduce dalla tenzone verbale con il letterato di turno (Gianni Riotta, Margaret Mazzantini, Manlio Sgalambro e Oreste Pivetta, rispettivamente). Ai linguaggi più moderni della canzone italiana è dedicato invece il concerto del 3 dicembre, al quale prenderanno parte, tra i tanti: Fratelli di Soledad, Papa Ricky e Ritmo Tribale. Infine, altri esponenti dell’ultima generazione – Mau Mau, Africa Unite – sono stati convocati, insieme a interpreti storici – Nomadi, Banco, Teresa de Sio – e opinionisti di varia estrazione, da Alberto Abruzzese a Lella Costa, per animare i dibattiti complementari a una ricerca universitaria dedicata al tema centrale di Parole & note. La manifestazione fornisce dunque un quadro di insieme assai composito, al quale sembra manchi tuttavia un tracciato coerente, che possa cioè rendere efficace ed esauriente come si dovrebbe l’indagine su un argomento tanto complesso. Sono stati trascurati alcuni indirizzi di analisi che un approccio scientifico nei confronti del fenomeno non dovrebbe, forse, eludere. Non v’è traccia alcuna, per esempio, di approfondimenti a proposito dell’influenza esercitata dai prototipi di importazione sulla fisionomia della musica italiana, dai cantautori dei primi anni 60 sino ai rapper dei giorni nostri. Ma soprattutto si ha la sensazione che Parole & note voglia sottrarsi al compito di interpretare il rapporto che intercorre fra musica popolare e consumo di massa: dove sono i Jovanotti e i Masini? Compiere il bel gesto di promuoverla al rango di arte colta non aiuta a cogliere la natura profonda della canzone d’autore.

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