Jesi: da Chénier a Federico II

Fabio Bosco in La Repubblica, 16 settembre 1994

Roma – «Dobbiamo ringraziare Federico II se anche quest’anno siamo riusciti ad allestire un programma che presenta, accanto a opere di carattere tradizionale, novità che possano interessare un pubblico giovane». Nella sala della Regione Marche, Katia Mammoli, assessore alla Cultura del comune di Jesi, ha presentato la 27esima stagione lirica del Teatro G.B. Pergolesi. Una stagione breve, per motivi di tradizione (al Pergolesi gli spettacoli sono sempre stati concentrati in pochi mesi), la cui inaugurazione, questa sera, è affidata al nuovo allestimento dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano – a 200 anni dalla morte del poeta francese, vittima del Terrore – con il tenore Giorgio Merighi, che è anche direttore artistico della stagione, affiancato dal soprano Maria Chiara e dal baritono Alessandro Cassis. Ancora un anniversario – il 70 della morte di Giacomo Puccini – è l’occasione per presentare la seconda opera in programma, Madama Butterfly, anch’essa in nuovo allestimento, con un cast di giovani cantanti, in scena dal 28 settembre al 2 ottobre. Ma è con l’anniversario più lontano nel tempo, l’ottavo centenario della nascita di Federico II – l’imperatore poeta, mecenate della scuola poetica siciliana – avvenuta proprio sulla piazza di Jesi, sotto una tenda davanti a tutto il popolo, il 26 dicembre del 1194, che la stagione del Pergolesi offre il suo momento più interessante con l’opera di Franco Battiato Il cavaliere dell’intelletto, ispirata appunto al celebre sovrano. Battiato, insieme al filosofo catanese Manlio Sgalambro, librettista e regista dello spettacolo, ha ricostruito seguendo il filo biografico dell’imperatore e della sua epoca, “l’architettura mentale” di Federico, i suoi interessi culturali e la sua concezione del potere. Articolato tra canto, danza e recitazione, lo spettacolo vede la partecipazione dello stesso Battiato, del soprano Cristina Barbieri e del basso Antonio Marani, e degli attori Alessandro Vantini, Tania Rocchetta, Giancarlo Ilari e Toni Servillo. Sebbene la prima assoluta sia prevista martedì nella cattedrale di Palermo, dove Federico è sepolto, il Teatro Pergolesi, può vantare la prima teatrale nazionale il 7 ottobre. Infine, nell’ambito della trilogia riservata ad opere shakespeariane, iniziata lo scorso anno con Giulietta e Romeo, conclude la stagione Otello, un balletto liberamente ispirato alla tragedia, coreografato da Fabrizio Monteverde su musiche originali di Federico Bonetti Amendola, con l’Ensemble Tellus, elettronico, e l’Orchestra Filarmonica Marchigiana. In scena dal 21 al 23 ottobre, lo spettacolo è una produzione del Balletto di Toscana.

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